Trasparenza retributiva
La parità salariale diventa obbligo
Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo di attuazione della Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva. Il testo è ancora in discussione alle Camere — e chi conosce il legislatore italiano sa che tra l'approvazione e il testo definitivo può succedere di tutto. Eppure, aspettare che la norma sia cristallizzata per iniziare a prepararsi è esattamente il tipo di strategia che poi costringe a correre.
Cosa cambia, in sintesi:
Trasparenza dei criteri retributivi Tutti i datori di lavoro dovranno rendere conoscibili ai lavoratori i criteri usati per determinare le retribuzioni. Le aziende con almeno 50 dipendenti dovranno inoltre esplicitare le regole di progressione economica — aumenti, passaggi di livello, superminimi. Sì, anche quelli che fino ad oggi erano una sorta di mistero aziendale tramandato a voce.
Diritto di informazione dei lavoratori Ogni lavoratore potrà richiedere e ottenere, entro due mesi, dati scritti sui livelli retributivi medi per genere nella propria categoria. Vietate le clausole di segretezza sulla retribuzione. Vietati i comportamenti ritorsivi. Il legislatore, insomma, ha deciso che i segreti in busta paga hanno i giorni contati.
Trasparenza nelle assunzioni Negli annunci di lavoro dovrà essere indicata la retribuzione prevista. Vietato chiedere ai candidati quanto guadagnavano prima — pratica che, sia detto tra noi, non è mai stata un esempio di eleganza negoziale.
Reporting sul divario retributivo(aziende con più di 100 dipendenti) Obbligo di comunicare periodicamente al Ministero del Lavoro i dati sul gender pay gap, con scadenze differenziate per dimensione aziendale:
- da 100 a 149 dipendenti: prima raccolta entro 7 giugno 2031, poi ogni tre anni.
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- da 150 a 249 dipendenti: prima raccolta entro 7 giugno 2027, poi ogni tre anni;
- da 250 dipendenti in poi : prima raccolta dati entro 7 giugno 2027, poi ogni anno;
Primi calcoli
E’ possibile effettuare le prime verifiche: estrarre i dati anagrafici dal gestionale paghe ed effettuare le prime verifiche. Sono sufficienti 44 campi (anagrafici e retributivi).
Siamo al lavoro per supportare le aziende clienti in questo percorso.